Ho letto d’un fiato il paper sul Pomodoro. Le quantità di spunti è davvero notevole. Ogni tanto cercherò di stuzzicare il vostro appetito di pummarola con qualche pillola di pomodoro tratta dal paper. Ecco la prima pillola:
Da pagina 3, Il Contesto (i grassetti sono miei):
Due aspetti, tra loro profondamente interrelati, sembrano coesistere relativamente al concetto di tempo:
- Il “divenire”. Ovvero un aspetto astratto, dimensionale, del tempo da cui derivano: l’abitudine a misurare il tempo: secondi, minuti, ore;
- La successione di avvenimenti. Ovvero un aspetto concreto di ordine temporale: ci si sveglia, poi ci si lava, quindi si fa colazione, si studia, si pranza, si riposa, si gioca, si cena e si dorme. [...]
Dei due aspetti, il divenire è quello che genera ansia. Il divenire è per sua natura inafferrabile, indefinito, infinito: il tempo passa, fugge, avanza verso l’avvenire. Tentando di confrontarsi con il tempo che passa, ci si sente inadeguati, oppressi, schiavi, vinti, ogni secondo di più. Si perde lo slancio vitale che ci consente di realizzare attività: “sono passate due ore e non ho ancora finito; sono passati due giorni e ancora non ho finito”. [...]
La successione di avvenimenti, invece, sembra rappresentare l’aspetto meno ansioso rispetto al tempo. A volte finisce per rappresentare [...] un ritmo tranquillizzante.



Non so. Magari proverò ad usarlo.
Non lo vedo così necessario.
Se le stime e la pianificazione delle iterazioni e release sono fatte come si deve il tempo non è nemico.
Per quanto riguarda le pause e l’uso di altri programmi il miglior post che io conosca è questo: http://raibledesigns.com/page/rd?entry=tips_for_productivity_and_happiness
Quindi selezionare i propri task con il team e scriverseli, chiudere tutte le altre applicazioni, addirittura lavorare disconnessi!
Se non si è in pair certa musica aiuta, personalmente prediligo il post rock strumentale, tipo Mogwai e Tortoise
Commento di antonio — 3 Novembre, 2006 @ 6:13 pm