Enri Blog

26 Settembre, 2006

I fondamenti dell’Agilità e…i temi di wordpress.com

Archiviato in: Agile, chaos, holacracy — Enri @ 3:11 pm

[iterazione 2 (27/9)]

Come già il buon FRANK ha notato, ultimamente il blog ha subito mutazioni di look giornaliere e da far girare la testa…

Tutto nasce dal post sul TDD e gli Unit Test che con il tema vecchio di wordpress, veniva visualizzato in modo poco chiaro. Da lì è cominciata la ricerca del tema, che per ostinazione somigliava più a quella del Santo Graal che ad un semplice cambio di look del sito. Sono infatti caduto nel problema del “Best is the enemy of Good“(TM), cambiando di giorno in giorno il tema senza mai esserne soddisfatto, al punto che il mio amico Simone è arrivato a dirmi “l’agile enri disagilizzato da un tema!”… Di seguito la mia breve autodifesa:

Innanzitutto wordpress non permette di far vedere un’anteprima della scelta del tema, quindi vi siete dovuti puppare tutte le mie prove… :|

In secondo luogo questi erano i miei requisiti:

  1. il tema deve avere una larghezza flessibile così gli amici svizzeri possono sfruttare appieno la sboronità dei loro 21” 16/9
  2. i post con del codice devono risultare chiari e leggibili
  3. il layout deve essere chiaro e non stancare
  4. il design deve essere semplice e pulito e per questo motivo d’impatto

Purtroppo nessuno dei temi di wordpress rispetta tutti i requisiti. Ovviamente prima che me ne rendessi conto li ho dovuti provare uno dopo l’altro.

Un approccio Agile al problema avrebbe previsto una soluzione per raffinamenti successivi, dando una priorità ai requisiti e procedendo quindi iterazione dopo iterazione alla loro implementazione. Qui (forse) viene la parte interessante di tutta la questione.

Per quale motivo non è stato possibile procedere per raffinamenti successivi intraprendendo la strada del miglioramento continuo? E quali sono i requisiti che gli strumenti di sviluppo devono rispettare per implementare un processo Agile?

Innanzitutto i temi di wordpress sono molto poco configurabili, al massimo (alcuni) permettono di cambiare l’immagine della barra superiore, o poco più. Questo significa che lo strumento è caratterizzato da pochi gradi di libertà. Avere un numero sufficiente di gradi di libertà permette di mantenere aperte un numero di strade ed opzioni (multiple options) quando ancora non è chiaro quale strada scegliere, e quindi permette di effettuare la scelta quando gli esperimenti intrapresi hanno permesso di imparare (amplify learning). Ma dal momento che wordpress.com ormai permette di cambiare i css solo con un plugin a pagamento, non è possibile lasciare aperte più strade per costruire conoscenza.

In altre parole il grado di ordine del sistema è eccessivo. Ciò non permette di essere pronti al cambiamento: essere sulla cresta della montagna dell’informazione, tra caos e ordine è la strategia per non avere un atteggiamento antipicatorio, ma adattativo ed un sistema troppo ordinato è chiaramente troppo rigido.

Ora…tutte queste caratteristiche non sono forse le stesse che desideriamo quando utilizziamo un linguaggio di programmazione, un framework o un qualsiasi tool? La mancanza di queste caratteristiche (che possiamo tradure con la parola flessibilità) non ci spinge ad abbandonare lo strumento, a buttare via la soluzione o a non essere contenti del risultato? Si pensi ad esempio a quei framework che imbrigliano troppo lo sviluppatore nelle scelte possibili imponendo un solo modo di risolvere un problema. Spesso l’alta velocità di realizzazione della soluzione (un click per i temi di wordpress), si scontra fortemente con l’incapacità della soluzione stessa di sopravvivere anche a distanza di brevissimo tempo (Enri che cambia due volte al giorno il tema).

A tutto questo aggiungo una frase di Simone assolutamente ragionevole che ha spinto alla ricerca di una soluzione pseudo-ottima: “La scelta del lookandfeel dovrebbe essere stabile, così da creare una sorta di brand del sito”.

Tutti questi aspetti portano a rendere quella che dovrebbe essere solo una decisione iniziale, una decisione definitiva e senza possibilità di miglioramenti. Ed il carattere di immobilità delle decisioni, porta a procrastinarle per “loop-speculativo” o per paura delle conseguenze nel migliore dei casi, a non prenderle affatto nei peggiori (vedi il ping-pong dei temi). Robertson ritiene questo uno dei peggiori nemici all’adozione dell’Agilità all’interno delle aziende: spesso nelle organizzazioni “classiche” l’errore viene percepito come qualcosa da punire, inibendo e limitando le spinte più creative o le idee più innovative ma ancora grezze.

Ok, lo so, tirare in ballo i fondamenti dell’agilità ed il Toyota Production System è un po’ troppo per giustificare la mia indecisione, ma ognuno si difende con le armi che ha! ;)

Ritornando ai temi…penso che passerò ad un hosting con accesso ai server. :)

11 Commenti »

  1. >Ritornando ai temi…penso che passerò ad un hosting con accesso ai server. :)

    Così ti ritroverai come me, che quando decido di fare una modifica al blog mi metto pure a contare i pixel :P

    Commento di Fabio Bertone — 26 Settembre, 2006 @ 6:06 pm

  2. Io correggerei il titolo in “I fondamenti dell’agilità e i temi di wordpress.com” perché in definitiva quella che descrivi è una limitazione del servizio di hosting e non di wordpress(.org) il blog engine (che a volte permette fin troppo).
    Per quel che riguarda i 4 punti che hai evidenziato
    1) se è vero che bisogna tenere conto (?) degli svizzeri sboroni e dei loro monitor enormi c’è comunque da considerare che un layout troppo largo diventa scarsamente leggibile, adesso sono a 1600×1200 e diversi paragrafi li vedo su una riga e mezza (vado praticamente a capo ogni 5 minuti).
    2) Perché il codice sia leggibile ci vuole un layout abbastanza largo da non andare a capo ogni 10 righe il ché è in contrasto (per me ovvio) con punto (direttiva?) numero 1. (Avendo uno stomaco di ferro si potrebbe risolvere usando un layout senza la colonna laterale e scrivere il post in un div largo il 75% e il codice in uno largo 100%).
    3) Vedi il punto uno, se è troppo largo diventa faticoso da leggere.
    4) wordpress.com non aveva tra le scelte possibili squible o simili?

    In definitiva la scelta più agile è cambiare hosting? :)

    Commento di theo — 27 Settembre, 2006 @ 12:01 am

  3. Ha ragione theo, attento a tenere l’ampiezza del testo troppo larga: riduce drasticamente la leggibilità e non permette di focalizzare bene i paragrafi..

    Commento di Stefano — 27 Settembre, 2006 @ 8:02 am

  4. volevo solo precisare che “gli svizzeri” non vanno in giro a vantarsi dei loro monitor… a domanda “che monitor avete?” è stato risposto…

    Commento di simone — 27 Settembre, 2006 @ 11:57 am

  5. Grazie a tutti per il feedback.

    Fabio, in effetti il rischio è proprio quello…troppi gradi di libertà rischiano di perdersi nei dettagli e in cose di poco valore.

    Theo e Stefano, grazie per i consigli. In effetti non è facile rispettare tutti i “requisiti”, soprattutto perché non posso mettere mano ai css. Comunque il tema attuale è così da buttare via? Mi farebbe piacere avere altri riscontri.

    Commento di Enri — 27 Settembre, 2006 @ 12:28 pm

  6. Simone ho letto ora la tua risposta… Giusta precisazione. In effetti la mia espressione voleva essere uno “scherzoso complimento”, e non una presa in giro o simile… :|

    Spero davvero non abbia “ferito” nessuno. :(

    Commento di Enri — 27 Settembre, 2006 @ 12:48 pm

  7. Il template non è male a me non piacciono molto i colori ma importa poco, inoltre lavorando di zoom, il post torna leggibile.
    I limiti di wordpress.com forse non si limitano al solo css. Stavo cercando un plugin per me e mi è appena passato sotto gli occhi uno per te: IGSyntax Highligher. Questo aiuta a rendere leggibile un sorgente anche se visualizzato in un riquadro “angusto” :)

    ps
    neanche io volevo essere offensivo né con gli svizzeri né col tuo template ;)

    Commento di theo — 27 Settembre, 2006 @ 2:37 pm

  8. Grazie mille Theo. Si vede che la nomination te la sei meritata! ;)

    Il plugin sembra interessante, ho capito che prima o poi passo davvero ad un hosting a parte.

    Commento di Enri — 27 Settembre, 2006 @ 2:43 pm

  9. a disposizione :)

    Commento di theo — 27 Settembre, 2006 @ 10:06 pm

  10. Enri, il template comunque non è mica da buttare via … e poi a noi interessano i contenuti ! ;)

    Commento di Stefano — 1 Ottobre, 2006 @ 11:24 am

  11. Ho avuto i medesimi problemi a causa di alcune immagini. Purtroppo i temi sono un pò restrittivi in alcuni casi, hai ragione.

    Commento di korenaar — 25 Ottobre, 2006 @ 2:17 pm


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