Scrivere software di qualità è molto difficile, e tale difficoltà non solo è legata naturalmente alla complessità del dominio, ma anche a fattori più “umani” quali la comunicazione all’interno del team soprattutto quando composto da elementi di esperienza e formazioni eterogenee.
Una serie di tool ci viene in soccorso per monitorare continuamente la qualità del codice che stiamo scrivendo, e se unita alla pratica di Continuous Integration (ad esempio per mezzo di CruiseControl), permette di controllare continuamente e su base regolare se tutti i componenti del team stanno scrivendo software al di sotto degli standard di qualità prefissati. Prevenire problemi di comprensibilità e mantenibilità del codice, affrontandoli per tempo, è possibile rendendo visibili nel workspace le misure di queste caratteristiche, per mezzo di Big Visible Charts o di una Ambient Orb, cioè di una sfera che, comandata da un task di Ant, a seconda della qualità del codice si colora di verde o di rosso acceso.
I seguenti tool di controlli statici del codice permettono di tenere gli occhi ben aperti su questi aspetti:
- CPD (con PMD): identifica le duplicazioni del codice della nostra applicazione da parte degli sviluppatori più ansiosi o meno accorti; comunichiamo abbastanza?
- CheckStyle: verifica che le Code Convention vengano rispettate
- Metrics: riteniamo la programmazione ad oggetti una chimera o ci impegnamo a fondo per comprenderla?
- Clover: stiamo scrivendo abbastanza test?
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