Enri Blog

14 Marzo, 2006

Le paure ed i contratti

Archiviato in: Contratti agili, Extreme Programming, Vecchio blog — Enri @ 10:14 am

Se i diritti di committente e programmatori venissero osservati, si massimizzerebbe il mutuo beneficio da parte di entrambi, dando origine ad un circolo virtuoso che porterebbe a maggior fiducia tra le parti e all'osservanza in primo luogo del rispetto reciproco e del miglioramento delle relazioni. Penso infatti di poter affermare che siamo tutti d'accordo in merito al fatto che l'osservanza dei diritti sia alla base di una reale condivisione di valori e necessaria alla costante messa in opera di pratiche di qualità. Come già affermato in precedenza, l'espletare i diritti di ogni parte vuole essere un modo di garantire quella serenità nei rapporti che è alla base di un business proficuo e duraturo, minimizzando le paure e le azioni difensive che per definizione tendono a diminuire la trasparenza dei rapporti.
Ma come garantire che l'osservanza di tali diritti sia supportata da ogni punto di vista, arrivando fino a ciò che regola concretamente dal punto di vista del business le relazioni? In altre parole, come fare in modo che un contratto possa porsi come garanzia della riduzione dei conflitti invece che contrapporre gli interessi delle parti?

Prima di entrare nel merito immaginiamo un attimo uno scalatore che compia la sua scalata con una forte paura di cadere: questa paura lo porterebbe ad irrigidire tutto il corpo, a salire in modo impacciato, a piazzare le protezioni ogni metro, quando il suo stato di forma fisica raggiunto con migliaia di ore di allenamento gli permetterebbe di piazzarle ogni 4 metri, ed a sprecare energie fisiche e mentali inutilmente. Molto probabilmente quello scalatore finirebbe per cadere, esausto su una via molto al di sotto del suo limite, troppo concentrato sul non cadere invece che sull'avere una visione di insieme alla ricerca della via più semplice, e a costruire movimento dopo movimento una strategia di salita.
In poche parole quello scalatore giocherebbe per non perdere e non per vincere.
Lo stesso scalatore in uno stato mentale "illuminato", che percepisca la paura semplicemente come un messaggio della natura sull'eventualità di un pericolo e come invito alla massima concentrazione, scalerebbe quella stessa via con movimenti fluidi, con il giusto numero di protezioni, scorgendo i riposi naturali che la via stessa gli offre, individuando prese nascoste, in poche parole scalerebbe con coraggio e concentrato sulle cose davvero importanti, con una precisa consapevolezza dei propri limiti, fiducioso del rapporto millenario tra uomo e roccia.

Tornando al mondo dell'informatica un processo di sviluppo vuole stabilire regole e pratiche che garantiscano i diritti di cui ho parlato nei precedenti post, affrontando in modo costruttivo e con un'interpretazione efficace ed efficiente le paure che tali diritti vengano violati, suggerendo pratiche che permettano di concentrarsi su ciò che è davvero importante per vincere, minimizzando le inutili zavorre finalizzate esclusivamente a non perdere.
Alla base di ogni processo di sviluppo e di ogni relazione di business vi è la stipulazione di un contratto, che vuole essere la dimostrazione della condivisione di un progetto e della promessa da parte di committente e fornitore di garantire i diritti dell'altro. Ecco quindi che i contenuti di tale contratto diventano fondamentali per la buona riuscita del progetto.

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